Tempio dei Dioscuri
Il suo nome ufficiale era aedes o templum Castoris ("tempio" o "santuario di Càstore"), ma nelle fonti si ritrova anche nominato come aedes Castorum o aedes Castoris et Pollucis ed era dedicato ai Dioscuri. Si trovava all'angolo sud-orientale della piazza del Foro, nei pressi della fonte di Giuturna.
Venne promesso in voto dal dittatore Aulo Postumio Albo Regillense nel 499 o 496 a.C. in seguito all'apparizione dei Dioscuri, che avevano abbeverato i loro cavalli presso la fonte di Giuturna dopo la battaglia del lago Regillo. Venne dedicato nel 484 a.C. dal figlio di Postumio, nominato duoviro per sovraintendere alla sua erezione.[1]
Primo esempio di tempio romano dedicato a divinità elleniche,[2] fu sempre legato alla classe degli equites e probabilmente dal tempio partiva la tradizionale parata degli equites (transvectio equitum), istituita da Quinto Fabio Massimo Rulliano nel 304 a.C. e che si teneva ogni anno il 15 luglio, anniversario della battaglia.
Dopo la fondazione subì diverse ricostruzioni, attestate dalle fonti:
nel 117 a.C. ad opera di Lucio Cecilio Metello Dalmatico Gaio Verre, come pretore era stato incaricato di un nuovo restauro nel 74 a.C. Fu interamente ricostruito dal futuro imperatore Ottaviano, che lo dedicò nel 6 d.C. a nome del figlio adottivo Tiberio (futuro imperatore) e di suo fratello Druso.In seguito Caligola lo incorporò come vestibolo nei palazzi imperiali del Palatino, ma venne riportato già sotto Claudio all'originaria funzione.
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