La Regata Storica è un'importante manifestazione sportiva correlata a una rievocazione storica, che ha luogo a Venezia lungo il Canal Grande la prima domenica di settembre.

  Lo stesso argomento in dettaglio: Regata e Albo d'oro della Regata Storica di Venezia.
 Regata in Canal Grande in una tela del Canaletto del 1732

Nei primi tempi della Serenissima, nella laguna di Venezia era piuttosto comune l'usanza di divertirsi e passare il tempo libero praticando la voga, con diversi tipi di imbarcazione. Da questa pratica amatoriale nacquero ben presto vere e proprie sfide di velocità e di durata, con modalità e regole sempre più precise.

Non è chiaro quando ebbe inizio la tradizione delle regate. Secondo alcuni studiosi[1] l'origine potrebbe risalire al 942 quando avvenne un episodio analogo a quello del ratto delle sabine: durante una festa popolare, i pirati rapirono le donne veneziane in età da marito ma furono subito inseguiti dagli uomini che remando furiosamente sulle loro barche riuscirono a raggiungere e liberare le giovani rapite. Da questo episodio ebbe origine la Festa delle Marie con annessa regata.

La prima datazione certa in cui compare il termine "regata" risale al 1274, a una nota di un codice anonimo che recita "Splendor magnificissime Urbis Venetorum, 1274, die 16 septembris, indicta regatta cum navigiis habentibus remos viginti"[1]. È certo quindi che regate tra barche di grandi dimensioni si svolgessero già nel XIII secolo. Le autorità pubbliche dell'epoca cominciarono ad incoraggiare questo tipo di attività sportiva, intravedendone oltre che un benefico ed utile esercizio fisico nel tempo libero, anche una pratica atta a rinvigorire e preparare gli equipaggi delle marinerie da battaglia a sostenere gli sforzi in caso di conflitti in mare.

Nel 1315 il Senato emanò un decreto che regolamentava lo svolgimento annuale della regata della Festa delle Marie, anche se le manifestazioni più imponenti e grandiose si tennero in tempi successivi, quando vennero celebrate unitamente a grandi eventi pubblici cittadini, importanti ricorrenze e feste in onore di ospiti illustri. Lo spettacolo unico delle regate più sontuose costituì presto anche un motivo di orgoglio per Venezia, con la costante crescita del prestigio e della potenza commerciale e militare della Repubblica nel Mediterraneo.

 Particolare della Veduta di Venezia di Jacopo de' Barbari

La prima rappresentazione pittorica di una regata nella città di Venezia risale al 1500[1], anno in cui in un particolare della Veduta di Venezia di Jacopo de' Barbari è raffigurata una competizione tra barche a quattro rematori nel tratto compreso tra il Lido e Piazza San Marco.

Tipicamente, le regate avvenivano in aperta laguna, come nel caso riportato anche nella pianta del De' Barbari, e solo eccezionalmente si svolgevano lungo il Canal Grande. Per tutto il XV e XVI secolo le regate, pur godendo di pubblico patrocinio, venivano indette dalle Compagnie della Calza, fino al 1631 quando il Consiglio dei Dieci, forse in seguito all'epidemia di peste in atto in quel periodo, deliberò l'esclusiva dello Stato per indire le regate, concedendo una licenza di delega, su designazione delle Magistrature di competenza, per i privati che avrebbero dovuto provvedere anche a coprire le spese organizzative. Dal 1687 la delega fu concessa alle famiglie patrizie e alle corporazioni delle arti e mestieri.

Nel 1670 divenne di moda distribuire pubblicamente volantini riportanti sia il ruolo delle regate che i risultati di quelle già svolte. I campioni delle regate del tempo, come ancora oggi, erano soprattutto i barcaroli di professione e i gondolieri, abituati quotidianamente alla pratica della voga e quindi ben allenati e precisi con il remo, nonché generalmente molto vigorosi e prestanti fisicamente.

Anche dopo la caduta della Serenissima nel 1797, sotto la dominazione francese, la pratica delle regate continuò, sia pure con ritmi più ridotti. Nello stesso 1797 i francesi organizzarono ben due regate, una il 14 luglio e una il 18 settembre in occasione della visita a Venezia di Giuseppina Beauharnais, moglie di Napoleone Bonaparte, allora ancora generale. Anche nel 1807 venne organizzata una regata in onore dello stesso Napoleone in visita alla città[1].

Nel 1815, con il passaggio della città sotto gli austriaci, venne organizzata una regata in onore dell'imperatore d'Austria e sotto il nuovo regime la pratica delle regate riprese un nuovo vigore tanto che nel 1841 venne regolamentata una regata annuale lungo il Canal Grande, organizzata a spese pubbliche secondo modalità molto prossime a quelle attuali: fu posto un limite al numero di imbarcazioni partecipanti (da sette a nove mentre prima non c'erano praticamente limiti), fu stabilito che le gondole sarebbero state tutte uguali e fornite direttamente dalla municipalità, e nel 1843 fu introdotta la colorazione per distinguere gli equipaggi[2]. La regata fu interrotta nel 1848, in seguito all'insurrezione della città, e non fu più ripresa fino al 1866, anno in cui Venezia fu annessa al Regno d'Italia. Il numero di imbarcazioni partecipanti fu definitivamente stabilito in nove a partire dal 1875, mentre lo schema di colori per le imbarcazioni, tuttora in uso, fu fissato nel 1892[2]. Con l'annessione al Regno d'Italia cambiò anche la colorazione delle bandiere assegnate come premio: originariamente rossa per il primo, verde per il secondo, celeste per il terzo e gialla per il quarto, furono modificate in rossa per il primo, bianca per il secondo, verde per il terzo (in onore alla bandiera italiana) e azzurra per il quarto (in onore di Casa Savoia)[2].

L'appellativo Storica fu coniato e introdotto solo nel 1899, su proposta del sindaco di allora, Filippo Grimani, che inserì la regata nel contesto delle manifestazioni della terza Biennale. Nello stesso anno venne proposto anche il corteo storico di apertura, costituito da imbarcazioni da parata ricostruite sulla base di disegni e stampe d'epoca[2]. Fu solo nel secondo dopoguerra che si associò il corteo storico alla rievocazione dell'arrivo a Venezia di Caterina Cornaro[2], regina di Cipro, costretta ad abdicare nel 1489 a favore della Repubblica di Venezia in cambio di un vitalizio e della signoria di Asolo, di fatto consentendo l'annessione dell'isola al territorio della Serenissima.

Durante il ventennio fascista, l'organizzazione delle regate divenne a poco a poco esclusiva dell'Opera Nazionale Dopolavoro e nel 1925 la Regata Storica fu denominata, solo per quell'anno, "Regata Fascista" e fu corsa su gondole invece che su gondolini[2]. Nel 1928 fu stabilito per regolamento l'obbligo per i regatanti di essere iscritti ai sindacati nazionali o ad altre organizzazioni fasciste o di carattere militare[2]. L'invasione della Polonia da parte della Germania il 1º settembre 1939 comportò la sospensione della Regata, in programma il giorno dopo, sospensione che durò per tutto il periodo della seconda guerra mondiale ad eccezione del 1942, quando la regata venne organizzata artificiosamente dalla casa cinematografica Sol come parte del film Canal Grande[2]. La Regata Storica riprese nel 1946 (denominata per quell'anno Regata della Liberazione[2]) e da allora non ha subito più interruzioni.

^ a b c d Giorgio e Maurizio Crovato, Regate e regatanti (1982) ^ a b c d e f g h i Giorgio e Maurizio Crovato, Regate e regatanti. Storia e storie della voga a Venezia. Questo testo, pur mantenendo il titolo del precedente, presenta contenuti ampiamente rielaborati e approfonditi.
Fotografie di:
Maria Grazia Soldani - CC BY-SA 3.0
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