Barcellona Pozzo di Gotto

Barcellona Pozzo di Gotto (Baccialona Pizzaòttu in siciliano) è un comune italiano di 39 740 abitanti della città metropolitana di Messina in Sicilia.

È il comune più popoloso della città metropolitana dopo Messina ed è sede del Tribunale e della Casa circondariale "Vittorio Madia", ex Ospedale psichiatrico giudiziario.

 Municipio di Barcellona Pozzo di Gotto. Palazzo Longano. Ecce Homo di Barcellona. Panorama di Barcellona Pozzo di Gotto.Etimologia dei nomi Relazioni con la casata d'Altavilla

Nella Spagna liberata dai mori, Goffredo il Villoso è considerato il fondatore della Catalogna. Il figlio Goffredo II Borrell è il capostipite della Contea di Barcellona. Il discendente Raimondo Berengario III di Barcellona è genero di Roberto il Guiscardo essendo sposo della figlia Matilde d'Altavilla, contessa di Barcellona di Catalogna. Ai nobili del casato Borrell[1] fedeli al Gran Conte Ruggero intervenuti nella riconquista della Sicilia è affidata la proprietà dei territori del Vallo di Milazzo ovvero il versante settentrionale dei Peloritani compreso tra la penisola di Milazzo e lo spartiacque coi monti Nebrodi, affido delle castellanie annesse.

Relazioni con la casata Aragona

Dal 1282 al 1556 tutti i re di Sicilia della casata d'Aragona ricoprono il ruolo di conti di Barcellona (intendendosi ovviamente la capitale della Catalogna): Costanza II di Sicilia d'Hohenstaufen e il coreggente Pietro III d'Aragona, Giacomo II di Aragona, Federico III di Sicilia, Pietro II di Sicilia, Ludovico di Sicilia, Federico IV di Sicilia, Maria di Sicilia, Martino I di Sicilia il Giovane, Martino II di Sicilia il Vecchio. I Trastámara: Ferdinando I d'Aragona, Alfonso V d'Aragona, Giovanni II d'Aragona, Ferdinando II d'Aragona, Giovanna di Castiglia la Pazza, Carlo V d'Asburgo.

Origini dei nomi

Secondo alcuni esiste la somiglianza tra la posizione geografica della città catalana e quella della cittadina tirrenica. È questa l'ipotesi più accreditabile che trova le sue radici nella dominazione della Corona d'Aragona (1282 – 1516) e poi nella storia della Sicilia spagnola (1516 – 1713) quando l'isola per quasi cinque secoli è sottoposta all'influenza Iberica, confluendo unitamente al Regno di Napoli sotto la giurisdizione della Corona di Spagna, note in tempi successivi come dominazioni aragonese e spagnola. La stessa analogia hanno ravvisato i primi conquistatori provenienti dalla Contea d'Aragona e dalla Contea di Barcellona.

La città catalana, digradante sulle lievi e spoglie propaggini terminali dei Pirenei e affacciata a meridione sul Mediterraneo, per contro, la seconda è adagiata in pianura che declina a settentrione a ridosso dei rilievi collinari e verdissimi della catena dei Peloritani, si affaccia sul golfo di Patti nel mar Tirreno nella parte prospiciente le isole Eolie in una porzione di costa compresa tra la penisola di Milazzo a oriente e il promontorio di Tindari a occidente. Il nucleo più antico della cittadina si identifica in Pozzo di Gotto[2], deve il suo nome alla realizzazione di un pozzo per uso irriguo nelle terre coltivate ubicate tra il torrente Idria e il Longano, appartenenti al messinese Nicolò Goto come descritto in latino volgare in un documento datato 1463: “ … Nicolao de Gotho, …, in quo Puzzo de Gotho …”.

Nicolò Gotho è l'artefice della costruzione del Castello dei Gotho di Santo Stefano di Briga, figlio primogenito di Leonardo Gotho barone della Floresta, possessore delle terre di Santo Stefano di Brica, della baronia della Floresta, della quale prese investitura nel 1464, proprietario altresì di appezzamenti nella piana di Milazzo e di Castroreale dei quali è designato Capitano. Membro del Senato di Messina negli anni 1478 - 1480, sposato con Eleonora Balsamo messinese. Il suo testamento, pubblicato dal Notaro Giacomo Donato, è del 22 agosto 1488.

Nel 1571 i Pozzogottesi ottengono dalla Gran Corte Arcivescovile di Messina l'autorizzazione a eleggere il loro Cappellano di stanza a San Vito senza più dipendere dall'Arcipretura di Milazzo. Ottenuto il riconoscimento, patrocinò la causa Antonino Sanginisi, giurato di Castroreale,[3] avanzando la richiesta di riscatto alla Corte di Madrid contro il potere vessatorio di Milazzo alla cui giurisdizione Pozzo di Gotto dipendeva politicamente e fisicamente, costituendone una lontana frazione. Il vincolo sarà definitivamente interrotto il 22 maggio 1639 e sancito con regio decreto del Viceré e cardinale Giannettino Doria sotto il regno di Filippo IV di Spagna (altrimenti noto come Filippo III di Sicilia), il centro assume il titolo "'Libera et Realis Civitas Putei de Gotho".

Il rappresentante cittadino occupa l'ultimo posto nei «Parlamenti Generali del Regno».[4][5]

La frazione a occidente del torrente Longano a sua volta dipendeva dalla giurisdizione di Castroreale e aveva già seguito l'esempio della comunità vicina ribellandosi ai giurati castrensi facendo riconoscere in campo ecclesiale la propria indipendenza. Atti notarili risalenti al 1522 in Castroreale riportano la denominazione della contrada o casale di "Barsalona", nome da attribuire verosimilmente alla presenza nei libri battesimali di Pozzo di Gotto del nominativo di "Graziosa Barsalona", per contro è avvalorata la tesi che il nome alla località sia stato attribuito dai dominatori iberici avendo ravvisato la notevole similitudine dei due territori.

Sul finire del XVIII secolo viaggiatori, geografi, storiografi, commentatori spesso riportano i toponimi di "Barsalona" e "Barcellonetta".[6][7][8][9] Francesco Maria Emanuele Gaetani, marchese di Villabianca, documenta "Pizzo di Gotto" nella sua descrizione «Della Sicilia Nobile».[4]

L'autonomia del casale di Barcellona è deliberata dal Parlamento Siciliano, riconosciuta dal Re il 15 maggio 1815 e ratificata in Vienna il 28 febbraio 1823 da Re Ferdinando I delle Due Sicilie. L'unione amministrativa decretata il 5 gennaio 1835 entra in vigore il 1º giugno 1836 per volere di Re Ferdinando II delle Due Sicilie, decide che il nuovo comune formato dalla fusione delle due antiche contrade porti il nome completo di Barcellona Pozzo di Gotto. Sono scartate dal Re tutte le opzioni di nomi avanzate derivate dalla parola "Longano", riscuotendo l'apprezzamento unanime, per contro, la benevolenza iniziale si trasformerà in odio e rancore nei confronti del monarca in seguito alle azioni criminali intraprese in tutta la provincia, in particolar modo a Milazzo e Messina, che gli valsero l'appellativo di "Re Bomba". La città appena costituita, i "barcellonesi" e i "pozzogottesi" ricoprirono un ruolo determinante con notevoli contributi per la cacciata definitiva dei Borboni dalla provincia e dalla Sicilia intera, sempre fattivi in tutte le vicende inserite nel processo d'unificazione del costituendo Regno d'Italia.

Altra ipotesi sull'origine del nome è il trasferimento in Sicilia della ricca famiglia barcellonese dei Crinò, commercianti di spugne, costretti alla fuga a causa dei contrasti con i turchi. Questi giunsero in Sicilia intorno al 1481 con delle imbarcazioni fornite dalla Regina di Spagna e si stabilirono proprio nella zona in cui sorge ora il comune di Barcellona Pozzo di Gotto.

Storia antica

Nell'area corrispondente al territorio comunale sono stati rinvenuti i seguenti insediamenti:

Insediamento e Necropoli collocabile all'età del bronzo e del ferro in località Maloto. Insediamento e Necropoli attestabile intorno al X secolo a.C. in località Pizzo Lando[10]. Insediamento e Necropoli di epoca greca o ellenistica valutabile all'VIII secolo a.C. in località Oliveto. Insediamento e Necropoli Sicano Greco stimabile intorno al VI e V secolo a.C. in località Sant'Onofrio. 265 a.C. Battaglia del Longano tra l'esercito di Ierone (Gerone II) di Siracusa e i Mamertini al comando del condottiero Cione.[11][12] Per l'esatta attribuzione del luogo, in mancanza di resti identificabili causa eventi sismici o alluvioni o deviazioni di corsi d'acqua, esistono diverse ipotesi che collocano l'evento lungo i corsi dei torrenti limitrofi del "Mela" o del "Patrì"; altre lo collocano in prossimità delle mitiche città: "Longane" (Rodì Milici) o "Abacena" (Abaceno o Abacano; in latino Abacaena o Abacaenum; in greco Abakainon) nei pressi dell'odierna Tripi, insediamenti comunque legati al medesimo conflitto.Storia medievale

Epoca normanno - svevo - aragonese:

1090 - 1094. La conquista Normanna per opera del Gran Conte Ruggero e del fratello Roberto il Guiscardo decreta la fine della dominazione araba in provincia. Per celebrare il ritorno alla sovranità di matrice cattolica, il Gran Conte supportato dalla futura regina Adelasia del Vasto promuove la ricostruzione del duomo di Messina e l'edificazione di cattedrali a Santa Lucia del Mela, Lipari e Patti. La Regina nel 1104 - 1105 promuove e privilegia la rifondazione sui resti di preesistenti costruzioni romane del monastero e abbazia di Santa Maria di Gala retto dai religiosi basiliani di rito greco. 1130c., Il territorio è inserito nel Vallo di Milazzo o reale dominio al di là del Faro. 1282 – 1302. Il territorio è sede di battaglie contro Roberto d'Angiò inserite negli scontri tra gli angioini e aragonesi, noti come Vespri Siciliani. Periodo compreso tra l'attacco di Messina 25 luglio 1282 e la pace di Caltabellotta, primo accordo ufficiale di pace firmato il 31 agosto 1302. 1314 - 1321. Fine tregua. Nuovi scontri tra Federico III di Sicilia e Roberto d'Angiò. 1392 e seguenti. Il territorio già suddiviso in casali, Gala e Nasari sono i più importanti assieme a quello di Christina o Crizzina l'odierna Castroreale. Sotto il regno di Martino I di Sicilia avviene la trasformazione dei Casali in Feudi: Lando, Nasari, Gurafi, Migliardo e Centineo.Storia moderna

Epoca spagnola:

1583, Il territorio ricade nella «Comarca di Castroreale» con rappresentanza presso il parlamento siciliano.[4] 1647. Carestia ed epidemie di vaiolo. 1674 - 1678, Insurrezione contro gli Spagnoli.[9]

Epoca savoiarda:

1713 - 1720. Parentesi savoiarda con Vittorio Amedeo II. Il territorio è più volte teatro di scontri fra le armate di Filippo V di Spagna e la coalizione della Quadruplice Alleanza culminati con la Battaglia di Milazzo e la Battaglia di Francavilla.[13]

Epoca austriaca:

1720 - 1734, Con Carlo VI d'Asburgo la città attraversa la breve parentesi austriaca. Pur senza rappresentanza parlamentare è istituita la «Comarca di Pozzo di Gotto».[14]

Epoca borbonica:

1734. Il Regno di Sicilia è ceduto a Carlo III di Spagna dei Borboni di Napoli. 1743 - 1744. Epidemia gravissima meglio nota come Peste di Messina.[15][16] 1757. Alluvione per straripamento del torrente Longano. L'evento determina l'avvio per la progettazione e la costruzione dei bastioni sotto il regno di re Carlo III per suggerimento e opera del barone Michele Nicolaci. Il corso d'acqua si diramava in tre bracci: il 1°, dalla portata più consistente, attraversava il casale di Nasari, scendeva per la strada Grazia e Villa (odierna via Umberto I); il 2° entrava di fronte alla saia di Zigari, allagava la contrada dietro la primitiva chiesa di San Sebastiano; il 3° svoltava sotto la collina dei Cappuccini, entrava nel quartiere Marsalini, scorreva dietro la chiesa di San Cosimo, e percorrendo il piccolo nucleo abitato di San Gaetano si ricongiungeva agli altri due rami, per defluire nel mare. Per non interferire con le attività dello scalo marittimo di Calderà, la foce del torrente fu deviata di oltre 150 metri. Realizzazione bastioni 1760 - 1762.[17] Arginature simili sono effettuate per i torrenti Idria, Mela (già deviato da Marco Antonio Colonna, 1577 - 1582),[18] Termini. 1783. Un evento sismico, conosciuto come terremoto della Calabria meridionale, arreca notevoli danni.[19] 1810 - 1815 - 1823. Il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia sono unificati anche formalmente nel Regno delle Due Sicilie. Nel 1815 fu costruito un ponte di legno presso la chiesa di San Cosimo che collegava i due casali. Il guado sul greto del torrente costituiva l'unica forma di transito fra le due sponde. 1816. Ferdinando I delle Due Sicilie, in seguito ad una delle fughe riparatrici della Corte Borbonica presso la Reggia di Palermo, mentre oltre le Alpi in più riprese imperversa la Rivoluzione francese, soggetto alle mire espansionistiche di Napoleone Bonaparte, coercitivamente ispirato alle moderne Costituzioni, elargisce alcune concessioni durante le visite effettuate nelle cittadine della provincia. Introduce la carica di Sindaco e istituisce il consiglio comunale in sostituzione dei giurati a Patti, elevandola a capoluogo di distretto e delibera l'autonomia di Barcellona. Il territorio costituiva uno dei circondari del distretto di Castroreale. 1835. 5 gennaio, Unione amministrativa decretata da Ferdinando II delle Due Sicilie. 1836. 1º giugno. Entrata in vigore del decreto unione amministrativa. 1847. Alluvione per esondazione del torrente Longano. Il ponte fu divelto dalle piene, per poi essere ricostruito nel 1848. 1848. 31 maggio. Partecipazione di un contingente della Guardia Nazionale cittadina all'insurrezione di Calabria. 1848. 3 settembre. Partecipazione di un contingente della Guardia Nazionale cittadina all'insurrezione di Messina. 1848. Moti Rivoluzionari. Gli austriaci e i liberali costretti a lasciare la città, Rivoluzione siciliana del 1848. Recrudescenza oppressiva dei Borboni a Barcellona Pozzo di Gotto, dopo i falliti tentativi insurrezionali di Messina e della Calabria. Anche Catania cade nel retaggio di Francesco I. Dopo mesi di strenua resistenza capitola anche Palermo nel 1849 1854. Durante la Guerra di Crimea dilaga in Europa proveniente dall'India tramite navi inglesi, una violenta epidemia di colera che ben presto supera i confini delle Alpi e sconvolge tutto l'arco della Penisola, raggiungendo tassi altissimi di mortalità nelle province di Messina e Palermo.

Epoca unitaria:

1860. 20 luglio. La città ormai stremata ma, rinvigorita dai successi delle imprese garibaldine, diviene nevralgico centro insurrezionale dell'intera costa tirrenica, dopo le due Battaglie di Corriolo tutta la popolazione supporta la Battaglia di Milazzo per la conquista della cittadella fortificata e del Castello di Milazzo per la cacciata dei Borboni. Per lo slancio e l'impegno profuso Giuseppe Garibaldi la insignì del titolo di Patriottica. 1866. Emanzione delle leggi eversive, conseguente soppressione e confisca dei beni dei numerosi ordini religiosi insediati in città. 1872. Alluvione per esondazione del torrente Longano. 1890. 27 settembre. È inaugurata la tratta di linea ferrata Barcellona - Milazzo sulla direttrice Palermo - Messina. 1890. 22 dicembre. È inaugurata la Tranvia Messina-Barcellona Pozzo di Gotto. 1894. Evento sismico, conosciuto come terremoto della Calabria meridionale del 1894 arreca danni in città e nella vicina Castroreale. 1908. 28 dicembre. Evento sismico disastroso, conosciuto come terremoto di Messina del 1908, apporta gravi danni.[20]Storia contemporanea 1943. 15 agosto. Bombardamento angloamericano causa 74 vittime. Le incursioni aeree spaziano dal 2, 12, 13, 14 e 15 agosto al 23 settembre quando il 525º Squadrone dell'86º Gruppo Cacciabombardieri si trasferisce con gli A-36 da Barcellona al campo di aviazione del Sele. Negli stessi giorni e medesime incursioni, drammatici per la costa tirrenica siciliana e località montane, furono colpiti obiettivi strategici e i centri di: Adrano, Capo Calavà, Falcone, Fiumefreddo, Gesso, Linguaglossa, Maletto, Messina, Milazzo, Novara di Sicilia, Patti, Piedimonte, Randazzo, Reggio Calabria, Scaletta, Spadafora, Taormina.[21] 1967. 31 maggio. Un incendio danneggia il Teatro Mandanici. Il controverso abbattimento dell'edificio ha determinato la creazione dei Giardini Oasi. 1969. 15 giugno. Incidente ferroviario di Barcellona-Castroreale: scontro frontale tra due treni nella Galleria Sant'Antonio, sulla linea Messina-Palermo che a quei tempi era a binario unico. Il funesto evento causò 7 vittime. Il gonfalone municipale sarà fregiato di una medaglia d'argento per lo spirito di sacrificio dimostrato dalla popolazione durante le operazioni di soccorso. 1974. I comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo e Merì, realizzano una proposta progettuale per unificarsi in un'unica città, con l'ambizione di elevarsi a capoluogo di Provincia. Il nome della città proposto è Duilia. Il proposito non si realizzò poiché ricusato dal Parlamento. 1978. 16 aprile. Lo sciame sismico provocato dal terremoto del Golfo di Patti provoca danni al patrimonio storico - artistico cittadino. 1991. 30 novembre. È inaugurata la nuova stazione ferroviaria, che sostituisce quella inaugurata nel 1890 sul vecchio tracciato Palermo-Messina. 2008. 11 dicembre. Alluvione per esondazione del torrente Longano. Sono stati registrati 320 mm di pioggia a Castroreale e 254 mm a Barcellona. 2011. 22 novembre. Alluvione per esondazione del torrente Longano e del torrente Idria. L'evento meteorologico interessa anche il territorio di Milazzo e la frazione di Calderà con l'esondazione del torrente Mela. La pioggia è caduta incessantemente per 11 ore, dalle prime ore del giorno fino alle 15:00, con quantitativi cumulati di 351 mm a Castroreale (record storico giornaliero, per quel comune) e di 208 mm a Barcellona. 2015. 10 ottobre. Alluvione per esondazione del torrente Mela. 2019. 20 novembre. Un incendio in una fabbrica di fuochi d'artificio nella frazione di Femminamorta provoca un'esplosione causando la morte di 5 persone e il ferimento di altre due. 2020. 08 agosto. Eccezionale bomba d'acqua con tromba d'aria (circa 190 millimetri di acqua in poco meno di due ore), interessa i quartieri Sant'Antonio, Portosalvo, Centineo, Fondaconuovo, la tratta dell'A20 compresa fra i caselli di Milazzo e Falcone, i vicini comuni di Rodì Milici e Terme Vigliatore. Il fenomeno temporalesco caratterizzato da continui e violenti scrosci d'acqua, alternati a grandinate improvvise, ha causato numerosi allagamenti, smottamenti, frane, fiumi di fango e detriti, arrecando consistenti danni e causando notevoli disagi alla popolazione. 2022. 03 Dicembre. Altra alluvione che durò all'incirca 5 ore, portando tanti disagi nella zona Sant'Antonio - Fondaconuovo. Fortunatamente il torrente Longano non esondò per poco. Altri tantissimi disagi in giro per il comune, come frane, torrenti e saie ingrossate e tanto fango. Al di fuori del comune in zona Marchesana il crollo di una parte di ponte.Simboli

Lo stemma è stato riconosciuto con D.P.C.M del 3 agosto 1952.[22]

«Partito: nel 1° d'azzurro, all'aquila al naturale dal volo spiegato, poggiante sull'orlo di un pozzo mattonato; nel 2° campo di cielo, all'uomo nudo, barbuto, seduto sulla riva di uno specchio d'acqua, rivolto, poggiante con l'avambraccio destro su un orcio versante acqua nello specchio stesso, con lo sfondo di due colline, il tutto al naturale; alla campagna d'azzurro, carica di una fede di carnagione, la mano sinistra manicata d'argento e di nero. Ornamenti esteriori da Città.»

Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 20 ottobre 1953, è un drappo di azzurro.[22]

Onorificenze
Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria 
Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica»
— 12 agosto 1957[22]
^ Giuseppe Paiggia, p. 13. ^ Francesco Sacco, p. 136. ^ Giuseppe Paiggia, p. 82. ^ a b c Pagina 55, Francesco Maria Emanuele Gaetani, marchese di Villabianca, "Della Sicilia Nobile" [1] Archiviato il 12 febbraio 2018 in Internet Archive., Stamperia dei Santi Apostoli, Palermo, 1754. ^ Pagine 146 e 163, Vincenzo Castelli, "Fasti di Sicilia" [2] Archiviato il 6 aprile 2018 in Internet Archive., Volume II, Giuseppe Pappalardo, Messina, 1820. ^ Pagina 52, 53 e seguenti di "Storia generale di Sicilia" di Jean Levesque de Burigny, Tomo secondo, Palermo, 1787. [3] Archiviato il 17 ottobre 2017 in Internet Archive. ^ A pagina 263 dell'opera "Istoria e teoria de' tremuoti in generale e in particolare di quelli della Calabria, e di Messina del MDCCLXXXIII" di Giovanni Vivenzio: "..... Barcellona, comunemente Barcellonetta. Più in là, all'W. di Melazzo trovasi Barcellonetta, la quale soffri moltissimo nelle abitazioni dal Tremuoto de' 5 Febbrajo, e susseguenti, e in modo, che si doverono construire alcune Baracche per la celebrazione delle Messe, essendo le Chiese o fracassate, o dirute." [4][collegamento interrotto] ^ Giuseppe Emanuele Ortolani, p. 16. ^ a b Pagina 323, Vito Maria Amico, "Storia di Sicilia dal 1556 al 1750, per servire di continuazione a quella del Fazello" [5], volgarizzata da Giuseppe Bertini, con note e aggiunte, Palermo, Stamperia D'Antonio Muratori, 1836. ^ Giuseppe Emanuele Ortolani, p. 73. ^ Pagina 66, Caio Domenico Gallo, "Annali della città di Messina... dal giorno di sua fondazione sino a tempi presenti" [6] Archiviato il 16 settembre 2016 in Internet Archive., Tomo I, Messina, Francesco Gaipa, 1756. ^ Pagina 128, Vito Amico - Gioacchino di Marzo, "Dizionario topografico della Sicilia" [7] Archiviato il 1º luglio 2018 in Internet Archive., Salvatore di Marzo Editore, Volume primo, Seconda edizione, Palermo, 1858. ^ Giuseppe Paiggia, pp. 37, 132, 138, 222. ^ Pagina 46 e 47, Luigi Santagati, "Viabilità e topografia della Sicilia antica" [8] Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive., Volume I, La Sicilia del 1720, Regione Siciliana Editore, Palermo, 2004. ^ La Peste Archiviato il 9 novembre 2013 in Internet Archive. ^ Giuseppe Paiggia, pp. 242-244. ^ Filippo Rossitto, "La Città di Barcellona Pozzo di Gotto descritta e illustrata" con documenti storici. ^ Giuseppe Paiggia, p. 79. ^ In merito, lo storico Giovanni Vivenzio scrive: " ..... né Barcellona, e la Città di Patti, né le Piazze di Melazzo, e di Augusta andarono esenti da danni, e da lesioni nelle loro fabbriche." ^ Elenco eventi sismici disastrosi in Sicilia. [9] Archiviato il 29 ottobre 2013 in Internet Archive. ^ Bombardamenti, Incursioni aeree Seconda Guerra Mondiale Archiviato il 26 settembre 2008 in Internet Archive. ^ a b c Barcellona Pozzo di Gotto, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 24 aprile 2023.
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