Sri Lanka

Lo Sri Lanka (AFI: /sriˈlanka/; in singalese: ශ්‍රී ලංකා, Śrī Laṅkā /ʃriː laŋkaː/; in tamil: இலங்கை, Ilaṅkai), ufficialmente Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka, conosciuto in passato come Ceylon (/ˈsilon/; nome ufficiale fino al 1972), è uno Stato insulare che si trova in Asia meridionale e occupa l'omonima isola al largo della costa sud-orientale del subcontinente indiano. Per la sua forma particolare e la sua vicinanza alla costa indiana è stata soprannominata lacrima dell'India. È parte del Commonwealth britannico. L'attuale capitale Sri Jayawardenapura Kotte, sede del parlamento dello Sri Lanka, è situata ne...Leggi tutto

Lo Sri Lanka (AFI: /sriˈlanka/; in singalese: ශ්‍රී ලංකා, Śrī Laṅkā /ʃriː laŋkaː/; in tamil: இலங்கை, Ilaṅkai), ufficialmente Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka, conosciuto in passato come Ceylon (/ˈsilon/; nome ufficiale fino al 1972), è uno Stato insulare che si trova in Asia meridionale e occupa l'omonima isola al largo della costa sud-orientale del subcontinente indiano. Per la sua forma particolare e la sua vicinanza alla costa indiana è stata soprannominata lacrima dell'India. È parte del Commonwealth britannico. L'attuale capitale Sri Jayawardenapura Kotte, sede del parlamento dello Sri Lanka, è situata nell'area metropolitana dell'ex capitale Colombo, che è la più grande e popolata città del Paese e mantiene, ad oggi, alcuni ministeri e tutte le ambasciate.

  Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dello Sri Lanka.
 Il Picco d'Adamo

I primi abitanti furono i Vedda. I Singalesi giunsero nello Sri Lanka nel tardo VI secolo a.C. Il Buddhismo fu introdotto inizialmente durante la metà del III secolo a.C., in contemporanea con uno sviluppo della civiltà con la creazione di città come Anurādhapura e Polonnaruwa (oggi importanti siti archeologici). Anche i Tamil dall'India meridionale si stabilirono nell'isola, l'entità e l'epoca precisa dell'emigrazione sono tuttora oggetto di dispute, ma attorno al XIII secolo c'era una considerevole presenza tamil nella zona settentrionale dell'isola e molte comunità di pescatori lungo le coste.

È però documentata, alla morte del re singalese Uṭṭiya di Anuradhapura, avvenuta nell'anno 286 dell'Era Buddhista, un'invasione dei tamil provenienti dall'India del sud che, espugnata la capitale Anurādhapura, regnarono per numerose decine di anni, fino a che il sovrano tamil Elāra, dopo quarantaquattro anni di regno, fu sconfitto e ucciso da Duṭṭhagāmaṇi, del principato sudorientale di Rohuṇa (Rohaṇa), che divenne così il nuovo re dell'isola nell'anno 101 a.C.[1] I Tamil in Sri Lanka svilupparono una cultura distinta da quelli che si trovavano in India. I rapporti tra Tamil (dell'India e dello Sri Lanka) e Singalesi furono complessi, talvolta pacifici, talvolta bellicosi, con invasioni in entrambe le direzioni e fusioni tra i due popoli.

Dopo il regno Polonnaruwa, la capitale singalese fu spostata in diverse città nei secoli successivi. La capitale era a Sri Jayawardenapura Kotte quando i primi europei, nello specifico i portoghesi sbarcarono per la prima volta sull'isola. Nel 1505 Lourenço de Almeida, finito fuori rotta a causa di una tempesta, approdò presso la città di Galle[2], nel sud dell'isola, e fu l'apripista del dominio commerciale prima e politico dei lusitani, attratti dal commercio di spezie e cannella[3]. Nel 1518 venne accordato il permesso di costruire un forte a Colombo[4], e per la fine del secolo i Portoghesi occuparono le regioni costiere, assicurandosi di fatto il controllo sull'isola.

I dominatori europei furono seguiti dagli olandesi nel XVII secolo. L'intera isola fu ceduta al Regno Unito nel 1796 e diventò una colonia della corona nel 1802. Ceylon divenne indipendente nel 1948. Il 26 settembre 1959 fu assassinato il primo ministro Solomon West Ridgeway Dias Bandaranaike, marito di Sirimavo Bandaranaike, prima donna premier al mondo, e padre di Chandrika Kumaratunga, entrambe diventate anni dopo primo ministro. Il 23 maggio 1972 Ceylon fu ufficialmente rinominato in Repubblica Socialista Indipendente dello Sri Lanka (in inglese Independent Socialist Republic of Sri Lanka)[5]. Nel 1982 fu altresì inaugurato il parlamento della nuova capitale Sri Jayawardenapura Kotte.

Le tensioni tra la maggioranza singalese e la minoranza (immigrata dall'India) di etnia tamil nel nord del paese, sfociarono in violenze a metà anni ottanta in seguito a un attacco a soldati singalesi da parte delle Tigri per la Liberazione del Tamil Eelam. Ciò portò a disordini, con la morte, in soli tre giorni, a Colombo di un migliaio di tamil, molti altri diventarono rifugiati. In seguito decine di migliaia di persone morirono in questo conflitto.

 Un'elaborazione al computer del movimento dello tsunami dell'Oceano Indiano del 26 dicembre 2004

Nel dicembre 2001, dopo vent'anni di lotta, le Tigri Tamil e il governo hanno firmato insieme una tregua, con la Norvegia come mediatore del processo di pace (pur se dichiarata colpevole di aver segretamente venduto armi alle Tigri Tamil). Le Tigri Tamil sono state dichiarate organizzazione terroristica dagli Stati Uniti e il Regno Unito seguito da 26 paesi dell'Unione europea, Australia, India e Canada. La presidente Chandrika Kumaratunga ha ammesso all'ONU che ci sono profonde discriminazioni radicate nella società singalese che portano al terrorismo, ma finora non è stato messo in atto nulla per garantire l'uguaglianza alla popolazione tamil.

Il 26 dicembre 2004 le coste meridionali e orientali dello Sri Lanka sono state devastate da un violento maremoto. Il numero sembra essere di circa 40 000 morti, anche se risulta difficile stabilire il numero esatto delle vittime.

In seguito alla situazione di difficoltà creata dallo tsunami, gli scontri tra le Tigri Tamil e i militari si sono affievoliti enormemente, portando tutta la popolazione a gesti di generosità, pace e fratellanza. Questa situazione di estremo shock è stata però sapientemente utilizzata da una piccola cerchia di influenti uomini d'affari del paese per far approvare varie leggi dal carattere liberista che hanno portato a forti privatizzazioni sia di aziende sia di terre. Proprio i nuovi piani regolatori delle zone costiere hanno impedito la ricostruzione delle case e dei porticcioli precedentemente distrutti dal maremoto a favore invece della costruzione di nuovi impianti turistici. La maggior parte della popolazione che fu accolta in campi temporanei nell'entroterra, non poté quindi più far ritorno nelle zone costiere d'origine, perdendo non solo le proprie terre, ma anche la sua unica fonte di sostentamento, ossia la pesca. Questi nefasti eventi hanno riacceso la miccia degli scontri etnici.[6] In ogni caso la maggioranza dei tamil convive pacificamente con la maggioranza singalese presente all'interno del Paese.

Invece i ribelli Tamil si trovano in assetto separatista ad est e, soprattutto, a nord. In quest'ultima regione, Tamil Eelam essi hanno costituito uno stato 'de facto' con propri organi di polizia, giustizia e fisco. Hanno appena 10 000 combattenti, confrontati con 250 000 governativi, ma sono finanziati dall'imponente diaspora tamil in America, Canada, Regno Unito e Australia.[7] L'organizzazione militare, durante l'attacco a Colombo a fine marzo 2007, ha potuto contare anche sull'appoggio aereo di un imprecisato numero di velivoli leggeri Zlín Z-143 modificati per trasportare bombe. Tali velivoli appartenevano alle "Air Tigers", la forza aerea tamil che ne avrebbe avuto a disposizione un massimo di cinque. Le Tigri Tamil avevano già portato a termine con successo ardite incursioni navali con l'utilizzo di barchini esplosivi e attacchi kamikaze, ma queste operazioni aeree hanno mostrato un livello decisamente superiore rispetto a tutti gli altri movimenti insurrezionali che non sono mai riusciti a contrapporre un'"aviazione ribelle" a forze regolari.[8] Al 2005 è in carica il presidente Mahinda Rajapaksa del Partito della Libertà, di impronta socialdemocratico e nazionalista e contrario alle concessioni nonché al federalismo del paese. Le Tigri Tamil vorrebbero un'ampia autonomia nella regione settentrionale, dove sorge la città di Jaffna.

Fine della guerra civile e storia recente

La guerra civile, iniziata il 23 luglio 1983[9], venne combattuta tra il gruppo delle Tigri Tamil e il governo dello Sri Lanka[10]. Dopo ben 26 anni, l'allora presidente dello Sri Lanka Mahinda Rajapaksa, sconfisse le truppe delle Tigri Tamil, che dichiararono la resa il 17 maggio 2009[11]. Dopo la campagna elettorale del 2010, il presidente Rajapaksa vinse le elezioni e diede il via allo sviluppo del paese, costruendo infrastrutture moderne per rilanciare il turismo.

Nel settembre del 2011, il governo dello Sri Lanka ha rimosso la normativa speciale sullo stato di emergenza, in vigore ininterrottamente dall'agosto 2005[12].

Il 9 luglio 2022, al culmine di una crisi economica e sociale, la popolazione della città di Colombo ha preso d'assalto il palazzo presidenziale, costringendo le massime cariche dello Stato alla fuga.[13]

Il 20 luglio 2022, in seguito ad una votazione del parlamento, il presidente ad interim Ranil Wickremesinghe viene eletto ufficialmente Presidente dello Sri Lanka.

^ K. Lal Hazra, p. 7 ^ (EN) P.N. Ravindan, The Encyclopedia of Herbs and Spices, CABI, 2017, p. 280, ISBN 978-1-78064-315-1. URL consultato il 21 giugno 2020. ^ (EN) History, su booqify.com. URL consultato il 21 giugno 2020. ^ (EN) The Portuguese in Sri Lanka (1505–1658), su britannica.com. URL consultato il 21 giugno 2020. ^ (EN) Ceylon is now Republic of Sri Lanka, in The Straits Times, Singapore, 23 giugno 1972, p. 1. URL consultato l'8 giugno 2021. ^ Naomi Klein, Shock Economy. ^ Briefing: Sri Lanka - A war strange as fiction, The Economist, June 9th 2007, pp. 23-26. ^ "La guerra civile in Sri Lanka" di Leonardo Lanzara, RID N°5 2008 . ^ (EN) Najamuddin, Jamila, Children of a lesser God, in The Daily Mirror, The Daily Mirror (Sri Lanka), 17 maggio 2010. URL consultato il 5 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 2 novembre 2011). ^ (EN) The massacres in Sri Lanka during the Black July riots of 1983, su sciencespo.fr, Sciences Po Encyclopédie des violences de masse. URL consultato l'11 giugno 2016. ^ Le tigri Tamil hanno deposto le armi, in Il Corriere della Sera, 17 maggio 2009. ^ Melani Manel Perera, Sri Lanka, Rajapaksa cancella a parole lo “stato di emergenza”, su AsiaNews.it, 25 agosto 2011. URL consultato il 26 novembre 2017. ^ Sri Lanka nel caos, popolo in rivolta e presidente costretto alla fuga, su ilgiornale.it.
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