La prima salita del Coca fu portata a termine da Antonio Baroni nel luglio 1877, che da Valbondione risalì il versante meridionale passando per la Bocchetta dei Camosci, lungo quella che è ancora oggi la via normale.[1] A settembre dello stesso anno Baroni ripeté la scalata in compagnia di Emilio Torri, mentre due anni più tardi l'ascesa fu compiuta dall'ingegner Giuseppe Nievo e dalla guida Isaia Bonetti.[2]
L'11 settembre 1889 Antonio Baroni aprì anche una nuova via sul versante valtellinese, risalendo il canalone nevoso nord-ovest dalla val d'Arigna, inaugurando le vie di ghiaccio sulle Orobie.
Al momento della prima salita non si sapeva ancora con certezza quale tra il Coca, il Redorta e lo Scais avesse elevazione maggiore. Il 28 settembre 1877 il presidente del CAI di Bergamo Antonio Curò decise di scalare il pizzo Redorta, che sulle carte dell'epoca era segnalato come montagna più alta, con l'intento di stabilire con certezza la cima più elevata. Il 30 settembre, dopo aver pernottato alla baita che poi sarebbe diventata il rifugio Ca' Brunona, raggiunse la vetta e, effettuate le dovute misure, stabilì che il vicino Coca fosse più alto del Redorta di circa 20 metri (misurazione vicina a quella reale), decretandolo quindi giustamente come cima maggiore delle Orobie.
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