Iglesias de Chiloé
( Chiese di Chiloé )Fin dal XVII secolo, furono i gesuiti a farsi carico dell'evangelizzazione di tutte le comunità delle isole con un sistema chiamato "missione circolare" che durava dai tre ai sei mesi[1][2] e che significava percorrere un totale di 4000 km sia in piroga (dalca) che a piedi. Poiché dovevano visitare più di 80 settori e far fronte alle avversità del clima, la permanenza dei missionari in ogni cappella durava solo un paio di giorni. Nei primi anni dell'evangelizzazione, le chiese erano costruzioni rustiche con tetto di paglia[3].
Per poter contare su più sacerdoti fu richiesto al re di concedere la presenza di gesuiti di nazionalità diversa da quella spagnola. Arrivarono quindi frati da varie parti d'Europa, soprattutto dalla Baviera, dall'Ungheria e dalla Transilvania. Furono questi sacerdoti stranieri, nel XVIII secolo, a dar impulso alla costruzione di chiese più durature delle precedenti. Apportarono i disegni, ispirati alle chiese dei loro paesi, e parte delle tecniche di costruzione[4]. Da parte loro, i carpentieri locali contribuirono con la mano d'opera, i materiali e le tecniche specifiche, molte delle quali legate alla costruzione delle navi[5][6].
Dopo l'espulsione dei gesuiti, nel 1776[7], l'opera missionaria rimase ai francescani[8], ma la costruzione dei templi continuò secondo i modelli iniziali e si creò una tradizione architettonica, mantenuta per tre secoli, chiamata "Scuola chilota di architettura religiosa in legno"[9]. Questa tradizione si evolse negli anni passando da uno stile iniziale molto ornato, a un altro, a metà del XIX secolo, molto più sobrio, che rivelano una certa somiglianza con il barocco e il neoclassico europei.
A questa scuola appartengono 150 delle oltre 400 chiese sparse per l'arcipelago. Di queste 150, alcune non hanno resistito al passare del tempo e sono crollate o hanno dovuto essere demolite, altre invece si sono mantenute per quasi 300 anni e sono quindi tra le costruzioni in legno più antiche del pianeta. La necessità di preservarle ha fatto sì che 16 di esse fossero dichiarate monumento nazionale e, nel 2000, patrimonio dell'umanità dell'UNESCO[10][11].
Le 16 chiese patrimonio dell'umanità sono:
Codice Nome Comune Coordinate 971-001 La chiesa di Achao Quinchao 42°28′18.41″S 73°29′27.72″W / 42.47178°S 73.491032°W 971-002 La chiesa di Quinchao Quinchao 42°32′06.72″S 73°25′38.62″W / 42.5352°S 73.427394°W 971-003 La chiesa di Castro Castro 42°28′53.15″S 73°45′50.26″W / 42.48143°S 73.763962°W 971-004 La chiesa di Rilán Castro 42°31′10.7″S 73°37′43.05″W / 42.51964°S 73.628624°W 971-005 La chiesa di Nercón Castro 42°30′04.39″S 73°47′07.59″W / 42.50122°S 73.785441°W 971-006 La chiesa di Aldachildo Puqueldón 42°35′01.81″S 73°36′43.74″W / 42.583837°S 73.612149°W 971-007 La chiesa di Ichuac Puqueldón 42°36′57.42″S 73°43′11.39″W / 42.61595°S 73.719831°W 971-008 La chiesa di Detif Puqueldón 42°41′06.33″S 73°33′23.73″W / 42.685093°S 73.556591°W 971-009 La chiesa di Vilupulli Chonchi 42°35′35.12″S 73°47′17.44″W / 42.59309°S 73.788178°W 971-010 La chiesa di Chonchi Chonchi 42°37′23.83″S 73°46′22.75″W / 42.623286°S 73.772986°W 971-011 La chiesa di Tenaún Dalcahue 42°19′57.53″S 73°22′24.38″W / 42.332646°S 73.373439°W 971-012 La chiesa di Colo Quemchi 42°15′00.5″S 73°21′57.96″W / 42.250138°S 73.3661°W 971-013 La chiesa di San Juan Dalcahue 42°20′06.23″S 73°30′15.3″W / 42.335065°S 73.504249°W 971-014 La chiesa di Dalcahue Dalcahue 42°22′48″S 73°39′06.84″W / 42.38°S 73.6519°W 971-015 La chiesa di Chelín Castro 42°36′04.47″S 73°30′58.1″W / 42.601243°S 73.516139°W 971-016 La chiesa di Caguach Quinchao 42°30′37.2″S 73°15′57.48″W / 42.510332°S 73.265968°W
Aggiungi un commento