Innumerevoli reperti archeologici sparsi lungo il territorio di Vieste testimoniano l'insediamento di Dauni, antichi Greci e Romani.
Dopo essere stata amministrata dai bizantini, cadde sotto la dominazione dei longobardi. In epoca normanna e poi sveva si ebbe lo sviluppo urbanistico della città come si vede oggi (castello, cattedrale e centro storico medievale). In seguito, finì sotto la dominazione degli Angiò.
Come altre città pugliesi, fu spesso esposta ad attacchi provenienti dal mare. Si ricordi il pesante saccheggio da parte dei veneziani nel 1239. Uno dei popoli più pericolosi, per Vieste, furono i turchi, i quali compirono incursioni anche sanguinarie. Particolarmente grave fu l'episodio di Dragut Rais che, nel 1554, fece decapitare l'incredibile numero di 5 000 viestani, azzerando quasi del tutto la popolazione. Il fatto è ancora ricordato da una targa presso la cattedrale (pietra di Chianca Amara).[1]
Il sisma del 1414[2] e il successivo disastroso terremoto del Gargano del 1646, causarono a Vieste gravi danni con crolli diffusi.[3] La città fu stabilmente parte del Regno di Sicilia, del Regno di Napoli e infine delle Due Sicilie, venendo amministrata dai Borbone fino all'Unità d'Italia.
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