Casa di Giulietta
La casa di Giulietta è un edificio civile medievale situato in via Cappello a Verona, a breve distanza dalla centrale piazza delle Erbe. Si tratta di uno dei luoghi shakespeariani di Verona, insieme alla tomba di Giulietta e alla casa di Romeo, legato all'ideale universale e positivo dell'amore e per questo divenuto meta di un pellegrinaggio laico e popolare, tanto da essere il monumento più visitato della città.
L'edificio che ospita la casa di Giulietta è una casatorre di origine medievale, la cui presenza è attestata per la prima volta in documenti datati al 1351. Nella casatorre era presente la locanda "del Cappello", di proprietà degli eredi di Antonio Cappello, testimoniata anche dalla presenza dello stemma del copricapo sulla chiave di volta dell'arco che affaccia verso il cortile interno. Fu proprio a causa dello stemma del cappello che tra XVIII e XIX secolo, quando si svolse la ricerca dei luoghi legati alla tragedia shakespeariana, l'edificio venne erroneamente associato alla famiglia Capuleti, ovvero i Cappelletti presenti (insieme ai Montecchi) nel Purgatorio di Dante Alighieri. Nonostante la proprietà cambiò diverse volte nel corso dei secoli, l’edificio mantenne la funzione di locanda, a cui si aggiunsero alcune botteghe artigiane.[1][2]
Nel 1905 il Comune di Verona acquistò il fabbricato, in parte ceduto nel 1930 per consentire la costruzione del Teatro Nuovo. Infine, nel 1939, il direttore dei musei civici, Antonio Avena, portò a termine l'allestimento della casa-museo. Il suo intervento mescolò decorazioni in stile neomedievale realizzate ex novo su pareti e soffitti insieme a elementi provenienti dalle collezioni civiche, come pietre, colonnine, camini, stemmi e arredi databili tra XIII e XV secolo. Per il balcone furono realizzate appositamente le due mensole di marmo rosso, mentre per la balaustra venne recuperata una lastra medievale proveniente dalle collezioni civiche. Vista la dimensione ridotta della lastra, furono realizzati due allunghi laterali e le chiusure laterali in marmo bianco e pietra di Avesa, su cui furono riprodotti gli stessi archetti della parte centrale.[3]
La popolarità della casa e del balcone crebbe considerevolmente nel secondo dopoguerra. Fu in questo periodo che il nuovo direttore dei musei civici, Licisco Magagnato, a seguito della riforma di Castelvecchio (che lo vide protagonista insieme all'architetto Carlo Scarpa), decise di affrontare il tema della casa-museo. Il percorso venne riordinato e gli ambienti collocati nei cinque livelli completati con un nucleo di opere medievali, tra cui affreschi staccati del tardo XIV secolo, arredi e altri oggetti provenienti dalle collezioni civiche. Infine, il 1 giugno 1973 venne collocata nel cortile la statua bronzea di Giulietta, opera di Nereo Costantini donata dal Lions Club di Verona, segnando la riapertura del museo civico.[4]
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