La moschea venne costruita nel 1757[1] ed è situata nel quartiere del Vecchio Baazar. È una delle quindici moschee costruite durante l'era ottomana[2]; di queste, tredici sopravvissero fino al periodo comunista. In origine, il piano urbanistico di Memi Pasha - concepito nel XVII secolo - prevedeva di costruire la moschea nel quartiere del Nuovo Bazaar, che venne però distrutto in un incendio, e solo la moschea sopravvisse.
La moschea venne elevata al rango di "Monumento Culturale" (in lingua albanese: Monumente Kulturore) nel 1973, sfuggendo così alla distruzione da parte del regime comunista albanese, ma altre dodici moschee vennero distrutte. A causa delle leggi anti-religione, durante il regime venne usata per formare gli acrobati dei circhi, che ne usavano l'alta cupola per appendervi i loro trapezi[3].
Nei pressi della moschea sorge un edificio ottagonale, a due piani, costruito nel 1727. Originariamente un cemevi dei Bektashi, venne chiuso durante il regime comunista. Oggi è usato come madrasa.
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