Funes (Italia)

Funes (Villnöß in tedesco, Funes in ladino) è un comune italiano di 2 566 abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige. Con la località principale San Pietro, sede comunale, comprende le località di Tiso, San Valentino, San Giacomo, Colle e Santa Maddalena che si trovano nell'omonima valle (in tedesco Villnößtal), percorsa dal rio Funes. Appartiene anche alle Perle delle Alpi e rientra di diritto nei comuni dolomitici.

Della preistoria, vale a dire prima del 5000 a.C., poco o nulla si sa sulla valle di Funes. Dell'età della pietra, invece, sono stati rinvenuti fagelli con punte di selci. Dopo tale epoca, nella cosiddetta protostoria, in Val di Funes si diffusero le coltivazioni agricole e l'allevamento del bestiame. Dell'età del bronzo e dell'età del ferro sono stati fatti ritrovamenti principalmente nelle frazioni di San Pietro e di Tiso.

 Vista della vallata; sullo sfondo le Odle

L'insediamento umano stabile di Funes fu compiuto prima dai Reti, che vennero latinizzati dai Romani, dopo la loro conquista, a costituire la lingua romancia, e poi dai Germani, e questa colonizzazione può essere rilevata in altre valli dolomitiche[1]. Funes apparteneva originariamente alla parrocchia di Albes, insieme a Laion, Gudon, Val Gardena e Colfosco. Nel villaggio principale di San Pietro nel 1029 fu eretta una chiesa, e la località aveva inoltre un suo proprio pastore di anime. La frazione di Tiso è stata menzionata stata la prima volta nel 1157 come Tisis, ed anche di tale località c'erano diverse grafie della sua denominazione topografica: Tys, Tays, Theiss e Thaiss.

Intorno al 1500 d.C., si consolidò, a causa dei molti immigrati bavaresi o baiuvari, com'erano detti al tempo, la lingua tedesca che diede così origine al dialetto di Funes, in cui però molte parole possono essere derivate anche dal romancio. Nel 1505 Funes fu staccata da Albes ed ottenne il primo parroco.

Il comune di Funes è stato istituito nel 1810, congiuntamente ai comuni di Gudon e Tiso, sotto il dominio bavarese, e l'Austria confermò poi tale autonomia comunale nel 1817. Gudon e Tiso vennero unificate nel 1854, per poi essere di nuovo separate quindici anni più tardi, e Tiso rimase un comune autonomo fino al 1929, che fu però riunito come frazione a Funes. Il maso Ranuihof, di proprietà dei conti von Enzenberg, è un raro esempio di una tenuta agricola e venatoria settecentesca, riccamente adornata di affreschi. Nel 1988 è stata restaurata a cura della Fondazione Messerschmitt.[2]

Durante il corso della prima guerra mondiale la val di Funes non fu particolarmente toccata. Tuttavia sulla dorsale della montagna, dal rio Funes al monte Cappello (Haube), furono erette alcune strutture fortificate; in particolare nella frazione di Tiso furono erette alcune trincee e bunker per controllare la sottostante Val d'Isarco da cui eventuali invasori avrebbero potuto risalire. Durante la seconda guerra mondiale le stesse strutture vennero riutilizzate, ma non più per scopi militari, ma come riparo per la popolazione durante i bombardamenti da parte degli alleati.[3]

Stemma

Lo stemma rappresenta tre pile rovesciate d'argento su sfondo azzurro; le tre punte simboleggiano il gruppo delle Odle in testa alla Valle di Funes. Lo stemma è stato adottato nel 1967.[4]

^ Copia archiviata, su funes.eu. URL consultato il 6 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 26 giugno 2015). ^ Werner Köfler, Adelige Jagdhöfe in Tirol (Messerschmitt-Stiftung, 4), Innsbruck-Vienna-Bolzano, Tyrolia-Athesia, 1989. ISBN 3-7022-1702-9 ^ Informazioni estratte da tabelle turistiche poste in loco. ^ (EN) Heraldry of the World: Villnöss-Funes Archiviato il 6 agosto 2011 in Internet Archive.
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