La casba di Algeri (in arabo قصبة الجزائر?, Qaṣabat al-Jazā'ir) è l'antica cittadella fortificata della città e coincide con l'area della vecchia medina; è riconosciuta patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO dal 1992. Amministrativamente forma un proprio comune all'interno della provincia di Algeri.

Fondamentale esempio di architettura islamica e maghrebina, la sua storia risale all'antichità, dove fu prima un porto fenicio, poi berbero e infine romano. Fondata nel X secolo dai berberi Ziridi, fu poi arricchita dai contributi delle altre dinastie berbere che successivamente dominarono il Maghreb centrale. Raggiunse il suo apice durante il periodo della Reggenza di Algeri, della quale fu sede del potere politico.

Conquistata dai francesi nel 1830, la casba fu gradualmente emarginata man mano che il centro del potere veniva spostato nella città nuova. Occupò poi un ruolo centrale durante la gue...Leggi tutto

La casba di Algeri (in arabo قصبة الجزائر?, Qaṣabat al-Jazā'ir) è l'antica cittadella fortificata della città e coincide con l'area della vecchia medina; è riconosciuta patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO dal 1992. Amministrativamente forma un proprio comune all'interno della provincia di Algeri.

Fondamentale esempio di architettura islamica e maghrebina, la sua storia risale all'antichità, dove fu prima un porto fenicio, poi berbero e infine romano. Fondata nel X secolo dai berberi Ziridi, fu poi arricchita dai contributi delle altre dinastie berbere che successivamente dominarono il Maghreb centrale. Raggiunse il suo apice durante il periodo della Reggenza di Algeri, della quale fu sede del potere politico.

Conquistata dai francesi nel 1830, la casba fu gradualmente emarginata man mano che il centro del potere veniva spostato nella città nuova. Occupò poi un ruolo centrale durante la guerra d'Algeria, servendo come roccaforte per gli indipendentisti del Fronte di Liberazione Nazionale. Quando il paese ottenne l'indipendenza nel 1962, il quartiere non riacquistò il suo precedente ruolo centrale, rimanendo un'area marginalizzata della città.

(FR) Gabriel Camps, Marcel Leglay, Lucien Golvin, Robert Mantran e Pierre Boyer, Alger, in Encyclopédie berbère, vol. 4, 2012, ISSN 2262-7197 (WC · ACNP). (FR) Samia Chergui, Les morisques et l'effort de construction d'Alger aux xviie et xviiie siècles, in Cahiers de la Méditerranée, n. 79, 2009. (FR) Isabelle Grangaud, À propos des archives de l’Algérie ottomane : notes sur le rapport entre conditions de production et nature et usages des sources historiques, in Ateliers du LESC, 2008, ISSN 1245-1436 (WC · ACNP). (FR) Nedjma Abdelfettah Lalmi, Du mythe de l’isolat kabyle, in Cahiers d’études africaines, n. 175, 2004. (FR) Miriam Hoexter, Taxation des corporations professionnelles d'Alger à l'époque turque, in Revue de l'Occident musulman et de la Méditerranée, vol. 36, n. 36, 1983, ISSN 2105-2271 (WC · ACNP). (FR) Jean-Paul Mari, Algérie : la Casbah des désespérés (PDF), Extrait du Grands Reporters, 1992. URL consultato il 10 settembre 2020 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
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toufik Lerari from Nice, France - CC BY-SA 2.0
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