La fortezza di Sacsayhuamán o Sacsaihuaman (in quechua: Saksaq Waman) è un sito archeologico Inca nella regione di Cusco. Il nome significa letteralmente "falco soddisfatto". Fu costruita dagli Inca tra il 1438 e il 1500 circa, sotto il dominio di Pachacútec, e si erge in una posizione dominante della collina di Carmenca, che svetta a nord della città di Cusco, antica capitale del Tahuantinsuyo, l'impero incaico.
A ogni solstizio d'inverno vi si festeggia l'Inti Raimi, la festa di Inti, il dio del Sole. In tale circostanza vengono ancora effettuati rituali risalenti all'epoca incaica.
Nel 1983 l'importanza del sito fu riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio dell'umanità.
La costruzione di Sacsayhuamán, secondo le informazioni di cui disponiamo, iniziò durante il regno di Pachacútec, fu continuata successivamente da Túpac Yupanqui e conclusa con Huayna Cápac[1]. Durante queste 3 generazioni, secondo Garcilaso de la Vega furono 4 gli architetti che diressero l'opera. Essi furono nell'ordine: Apu Huallpa Rimachi (il principale secondo Garcilaso de la Vega), Inca Maricanchi, Acahauna Inca e Callacunchuy. A questi architetti si deve il disegno di Sacsayhuaman. I lavori durarono circa 70 anni e si ipotizza che furono utilizzati circa 20.000 lavoratori[2].
La fortezza fu presa durante l'assedio di Cuzco (1536) dai conquistadores spagnoli, i quali poi prelevarono dal sito numerose pietre per costruire case e chiese nella città, oltre a modificare la struttura della città stessa[3]. La rimozione delle pietre di piccole e medie dimensioni è continuata fino ad alcune decine di anni fa.
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