Palazzo di Dolmabahçe (in turco Dolmabahçe Sarayı; AFI: [doɫmabahˈtʃe saɾaˈjɯ]) è stato il primo palazzo in stile europeo di Istanbul, costruito dal sultano Abdul Mejid I tra il 1843 e il 1856. Fu progettato dagli architetti armeni Garabet Amira Balyan e Nigoğos Balyan, rispettivamente padre e figlio. È situato nella parte europea della città, affacciato sul Bosforo esattamente di fronte a Scutari.
Il palazzo fu il principale centro amministrativo dell'Impero ottomano dal 1856 al 1922, fatta eccezione per un periodo di venti anni (1889 - 1909) durante i quali fu usato il Palazzo di Yıldız.
Dal 1984 è un museo che ripercorre la storia dell'Impero ottomano e della nuova repubblica.
Il Palazzo di Dolmabahçe fu fatto costruire per volere del trentunesimo sultano ottomano, (EN) Abdülmecid I tra il 1843 e il 1856. Nei secoli precedenti, il sultano e la sua famiglia vivevano nel Palazzo di Topkapı[1] nel centro storico della città. Di impianto medievale, tuttavia, il Palazzo di Topkapı non permetteva le comodità e i lussi dei palazzi moderni. Spinto dal desiderio di emulare le grandi regge europee, Abdülmecid I ordinò quindi la costruzione di un nuovo palazzo in luogo del precedente Palazzo Beşiktaş che fu demolito. Responsabile dei lavori fu Hacı Said Ağa mentre il progetto fu realizzato dagli architetti armeni Garabet Amira Balyan e Nigoğos Balyan, rispettivamente padre e figlio.
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