Ezani (in greco antico: Αἰζανοί, Aizanoi; latinizzato come Aezani), fu una città dell'Antica Grecia situata in Asia Minore (attuale Anatolia occidentale), nei pressi dell'attuale città turca di Çavdarhisar, in provincia di Kütahya. Le rovine si trovano al di là del fiume Penkalas, a circa 1000 m s.l.m..
La città fu un importante centro politico ed economico in epoca romana; i resti superstiti dell'epoca includono un ben conservato Tempio di Zeus, un insolito complesso teatro-stadio combinato, e un macellum dove è conservato un editto sui prezzi massimi di Diocleziano.
La città cadde in declino nella tarda antichità, pur divenendo in seguito una cittadella. Nel 2012, il sito è stato candidato per l'iscrizione nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
La zona risulta insediata fin dall'età del bronzo. La città potrebbe aver derivato il suo nome da Azan, uno dei tre figli di Arcade e della ninfa Erato, leggendari antenati dei Frigi.[1][2] Durante il periodo ellenistico la città passò di mano tra il Regno di Pergamo e il Regno di Bitinia, prima di essere lasciata in eredità a Roma dal primo nel 133 aC. Ha continuato a coniare le proprie monete.[3] I suoi edifici monumentali risalgono dall'inizio dell'Impero romano al III secolo.
Ezani faceva parte della provincia romana della Frigia Pacaziana. Divenne presto sede vescovile cristiana e il suo vescovo Pisticus (o Pistus) partecipò nel 325 al primo concilio di Nicea, che fu il primo concilio ecumenico della storia. Pelagio partecipò a un sinodo che il patriarca Giovanni II di Costantinopoli organizzò frettolosamente nel 518 e che condannò Severo di Antiochia; fu anche al secondo concilio di Costantinopoli nel 553. Gregorio era al Concilio Trullano del 692, Giovanni al secondo concilio di Nicea del 787, e Teofane sia al Concilio di Costantinopoli dell'869 che al Concilio di Costantinopoli dell'879. Il vescovato era inizialmente un suffraganeo di Laodicea, ma, quando la Frigia Pacaziana fu divisa in due province, si trovò come suffraganeo dell'Arcidiocesi di Gerapoli di Frigia, capoluogo della nuova provincia di Frigia Pacaziana II. Non più sede vescovile residenziale, la Diocesi di Ezani è oggi elencata dalla Chiesa cattolica come sede vescovile titolare .[4][1][2]
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