L'Esercito di terracotta o Armata di terracotta è un insieme di statue collocato nel mausoleo del primo imperatore Qin, che si trova nei pressi del capoluogo dello Shaanxi, la città di Xi'an. Si tratta di un esercito simbolico, realizzato tra il 246 e il 206 a.C. e destinato a servire il primo imperatore cinese Qin Shi Huang nell'Aldilà, lo stesso che fece costruire la Grande muraglia cinese.

Due sono le ipotesi più ricorrenti fra archeologi e studiosi, per quanto riguarda il motivo per il quale Qin Shi Huang ordinò la costruzione di questo esercito. La più diffusa è che l'imperatore volesse dominare i due mondi, quello dei vivi e quello dei defunti, e per fare ciò gli sarebbe servito un grande esercito. La seconda ipotesi invece esplora la possibilità che l'imperatore credesse che dopo la morte terrena e dopo aver lasciato questo mondo, esistesse un altro mondo e, una volta svegliatosi, si sarebbe trovato da solo. Per questo motivo necessitava di un esercito ch...Leggi tutto

L'Esercito di terracotta o Armata di terracotta è un insieme di statue collocato nel mausoleo del primo imperatore Qin, che si trova nei pressi del capoluogo dello Shaanxi, la città di Xi'an. Si tratta di un esercito simbolico, realizzato tra il 246 e il 206 a.C. e destinato a servire il primo imperatore cinese Qin Shi Huang nell'Aldilà, lo stesso che fece costruire la Grande muraglia cinese.

Due sono le ipotesi più ricorrenti fra archeologi e studiosi, per quanto riguarda il motivo per il quale Qin Shi Huang ordinò la costruzione di questo esercito. La più diffusa è che l'imperatore volesse dominare i due mondi, quello dei vivi e quello dei defunti, e per fare ciò gli sarebbe servito un grande esercito. La seconda ipotesi invece esplora la possibilità che l'imperatore credesse che dopo la morte terrena e dopo aver lasciato questo mondo, esistesse un altro mondo e, una volta svegliatosi, si sarebbe trovato da solo. Per questo motivo necessitava di un esercito che lo scortasse e gli facesse compagnia.

Nel 1987 il mausoleo dell'imperatore Qin Shi Huang, di cui l'esercito di terracotta fa parte, è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Origini Scoperta archeologica e fortune mediatiche  Lo scopritore del mausoleo, il contadino Yang Zhifa.

Il 29 marzo del 1974[1], un contadino di nome Yang Zhifa rinvenne, durante lo scavo di un pozzo, una serie di fosse sepolcrali contenenti statue in terracotta di soldati in armi con tanto di carri e cavalli[2]. Il fortuito rinvenimento dette origine agli scavi che permisero di rinvenire il mausoleo di Shi Huangdi, sino ad allora ritenuto scomparso, conclusisi l'11 luglio 1975[3].

Nel 1987, l'intero sito del mausoleo venne inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Da allora, le statue dell'Esercito di Terracotta sono state oggetto di numerosi "prestiti museali":

nel 1994, dodici esemplari (dieci guerrieri e due cavalli) vennero esposti in due mostre in Italia, a Venezia e Roma. il 9 agosto 2007, venti esemplari dell'esercito sono partiti via camion, assieme a circa un centinaio di altri manufatti, per raggiungere il British Museum di Londra, dove sono stati esposti dal 13 settembre 2007 al 6 aprile 2008. da luglio al 16 novembre 2008, cinque dei guerrieri dell'esercito di terracotta sono stati esposti a Torino, presso il Museo di antichità. dal 16 aprile al 5 settembre 2010, sono stati esposti nove guerrieri a Milano, presso il Palazzo Reale, nella mostra dal titolo "I due Imperi". Il gruppo era composto da un cavallo, un consigliere, un balestriere e sei lancieri. dal 15 marzo al 17 novembre 2013, circa 200 reperti originali sono stati in esposizione al Museo di Storia di Berna, all'interno della mostra temporanea "Qin - L'imperatore eterno e i suoi guerrieri di terracotta". dal 24 ottobre 2017 al 1º luglio 2018 sono esposti, nella basilica dello Spirito Santo a Napoli, 300 reperti, di cui 170 guerrieri; copie fedeli da calchi sugli originali realizzati in Cina da artigiani che hanno seguito le antiche tecniche realizzative per ottenere un effetto sovrapponibile agli originali. Disposti nella navata centrale della basilica, i 170 guerrieri offrono un colpo d'occhio suggestivo che riproduce l'esatta disposizione osservabile sul sito originario in Cina.
^ (EN) Daniela Bathelt e Heinz Langhals, Two Methods for the Conservation of the Polychromy of the Terracotta Army of Qui Shihuang: Electron Beam Polymerization of Methacrylic Monomers and Consolidation Using Polyethylene Glycol, in Neville Agnew (a cura di), Conservation of ancient Sites on the Silk Road, Los Angeles, The Getty Conservation Institute, 2010, ISBN 978-1-60606-013-1 (archiviato il 29 marzo 2023). ^ Zhang Zhongli (1997), Une des plus importantes découvertes du XXe siècle: Les guerriers et les chevaux en terre cuite des Qin, Beijing, Éditions de la Chine populaire, ISBN 7-80065-592-X. ^ (EN) Tony Long, July 11, 1975: Unearthing Qin Shi Huang's Terra-Cotta Army, su Wired, 11 luglio 2012. URL consultato il 10 luglio 2023.
Fotografie di:
palindrome6996 - CC BY 2.0
thierrytutin - CC BY 2.0
kevinmcgill from Den Bosch, Netherlands - CC BY-SA 2.0
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