Києво-Печерська лавра

( Monastero delle Grotte di Kiev )

Il monastero delle grotte di Kiev (in ucraino Києво-Печерська лавра?, Kyjevo-Pečers'ka lavra; in russo Киево-Печерская лавра?, Kievo-Pečerskaja lavra), è un antico monastero, fondato nel 1051 dai monaci Antonio e Teodosio, sito sul monte Berestov nella capitale ucraina e a breve distanza dal museo nazionale del Genocidio dell'Holodomor e dal Memoriale della Gloria Eterna. Diventato un luogo di culto sempre più importante nel medioevo, ospita la residenza del Metropolita di Kiev, la guida spirituale della Chiesa ortodossa ucraina.

 Immagine di Sant'Antonio di Pečers'k, dal Monastero di Pečers'ka Lavra

Nonostante il cristianesimo fosse penetrato nella Rus' di Kiev soltanto nel decimo secolo, dal regno del principe Vladimir I di Kiev in poi furono erette un gran numero di chiese e di edifici sacri tanto che Ditmaro di Merseburgo, visitando la capitale nel 1018, disse che il loro numero nella sola Kiev superava le trecento unità.

Solo 33 anni dopo ebbe inizio la formazione del monastero di Pečers'ka Lavra, che già alla fine del XII secolo diverrà un luogo di culto di primaria importanza in tutta la Russia. Fondato fuori dalle mura di Kiev, nel corso dei secoli il monastero sarebbe stato inglobato nella città vera e propria. La storia della fondazione del monastero è fornita dalla Vita di San San Teodosio, scritta da San Nestore, che nel descrivere la vita del santo e delle sue opere ci dà un quadro ricco di dettagli sulla fondazione e sulla conformazione del monastero, di cui egli stesso era diacono. Dalle sue opere apprendiamo che colui che per primo usufruì delle grotte sul Berestov fu Sant'Ilarione, all'epoca prete a Kiev, il quale, prima di essere nominato metropolita, cercando un posto dove praticare ascesi nei pressi di Kiev, trovò una piccola grotta, la allargò un poco e vi rimase per lungo tempo, recitando salmi e pregando. Alcuni anni dopo sant'Antonio, un monaco eremita nato nei pressi di Černihiv si stabilì nella stessa caverna e fondò con i primi suoi adepti, tra i quali si ricordano san Teodosio, Barlaam e Nikon, il primo nucleo del monastero.

Con la rapida crescita del numero dei monaci, si manifestò l'urgenza di nominare un Padre Superiore che potesse reggerlo: sant'Antonio, cosciente di questa necessità ma non volendo assurgere a questo ruolo, nominò Barlaam a tale carica e successivamente, quando quest'ultimo fu nominato vescovo, l'incarico di dirigere e rappresentare la lavra passò a san Teodosio. Sotto la direzione di quest'ultimo il monastero, fino ad allora costituito da una serie di grotte unite fra di loro, venne significativamente ampliato strutturalmente. Per tale ragione Teodosio viene comunemente ritenuto cofondatore del monastero.

Costruì infatti nuove celle, una cattedrale e altri edifici destinati ai lavori dei monaci, quali, ad esempio, la pittura delle icone sacre. Teodosio creò nuove regole monastiche e nuovi cori religiosi. Nell'ultima decade dell'XI secolo il numero dei monaci superò il centinaio.

Fotografie di:
Falin - CC BY-SA 3.0
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