Alcalá del Júcar è un comune spagnolo situato nella comunità autonoma di Castiglia-La Mancia, in provincia di Albacete.
Il comune si compone di sei nuclei abitati il maggiore dei quali è il capoluogo Alcalà con poco più di 700 abitanti. Da sempre dedicata all'agricoltura e all'allevamento del bestiame, la popolazione ha scoperto in quest'ultimo Ventennio le possibilità di sfruttamento del turismo offerte dallo spettacolare e pittoresco paese abbarbicato ai dirupi della gola del fiume Jucar e si è dotata delle necessarie infrastrutture. Dichiarato nel 1982 Conjunto historico artistico il paese è costituito da case di architettura popolare scavate nella roccia con strette strade che si arrampicano fino al castello, senza traffico automobilistico.
Alcalà era una fortezza musulmana facente parte della linea difensiva costruita dagli Arabi per far fronte alle truppe impegnate nella lunga lotta per la riconquista cristiana della penisola iberica. Nel 1211 un'incursione improvvisa di Alfonso VIII riuscì a strappare agli Almohadi alcuni castelli fra i quali ci fu quello di Alcalà, premessa alla famosa battaglia di Las Naves de Tolosa in cui ruppe fu rotta la linea difensiva araba e iniziò la riconquista delle maggiori città. Alcalà dipese da Jorquera fino al 1364 quando il re Pietro I le assegnò alcuni privilegi quali la possibila di essere governata da un consiglio di cittadini, sempre però sotto il dominio reale e facendo parte di Villeda. Intanto la Castiglia fu funestata dalla rivolta intrapresa da don Sancho nei confronti del padre Alfonso VIII e la pace fu portata dallo zio Enrico IV che, a titolo di ringraziamento per l'aiuto prestatogli da Juan Pacheco, lo nominò marchese di Villena e Alcalà fece parte del marchesato per tutti gli anni futuri fino al XIX secolo quando la politica centralista dei re spagnoli cancellò definitivamente il regime feudale.
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